Borragine

Alfabeto delle curiosità delle verdure in collaborazione con “Orto d’asporto”

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CAPITOLO 4: Progettazione di impianti acquaponici (seconda parte)

4.2.1 vasche dei pesci
Le vasche per i pesci sono una componente fondamentale in ogni impianto e possono rappresentare fino al 20 per cento del costo complessivo. I pesci richiedono determinate condizioni p
er vivere e prosperare e quindi e dinque le vasche per i pesci vanno scelte con attenzione. Vi sono diversi aspetti importanti da considerare come, la forma, il materiale e il colore.
L
a forma della vasca
Anche se qualsiasi forma potrebbe andare bene le vasche tonde con fondo piatto sono le migliori. La forma rotonda permette all’acqua di circolare in modo uniforme e al tempo stesso i rifiuti solidi vengono convogliati verso il centro della vasca per effetto della forza centripeta. Sono accettabili anche vasche quadrate con fondo piatto, ma richiedono più lavoro nella rimozione dei rifiuti solidi più.  Altre vasche, di forma artistica e non-geometrica, con molte curve possono creare punti morti nei quali vi sia acqua senza circolazione. Queste aree possono raccogliere i rifiuti e di creare
pericolose condizioni anossiche per i pesci. nel caso ci si trovi a dover ulilizzare vasche di forma irregolare può essere necessario aggiungere pompe di acqua o aria per garantire la corretta circolazione e rimuovere i solidi. È inoltre importante scegliere una vasca che si adatti alle caratteristiche delle specie acquatiche allevatetalune specie hanno una  crescita migliore e meno stress con un adeguato spazio disponibile.
Materiale
Si raccomanda l’uso di 
plastica inerte o in fibra di vetro per la loro lunga durata. Evitare il metallo a causa della ruggine. Vasche di plastica e vetroresina sono interessanti da installare (anche per i collegamenti idraulici) e sono abbastanza leggere e maneggevoli. Sono comunemente utilizzati, anche vecchi contenitori (Cisternette in plastica per il trasporto di liquidi e bidoni blue N.d.R.) in quanto tendono ad essere a buon mercato. Se si utilizzano tali contenitori assicurarsi che essi siano resistenti ai raggi UV perché la luce solare diretta può distruggere plastica. Generalmente, polietilene (LDPE) serbatoi a bassa densità sono preferibili per la loro elevata resistenza e le caratteristiche che ne consentono l’uso per alimenti. LDPE infatti, è il materiale più comunemente usato per serbatoi acqua per uso civile. Un’altra opzione è un laghetto in terra. Gli stagni naturali sono molto difficili da gestire per gli impianti acquaponici perché il processo biologico naturale che si verifica all’interno del substrato e nel fango sul fondo, può essere difficile per governare e i suoi nutrienti sono spesso già usati dalle piante acquatiche. Stagni di cemento o foderati di plastica sono molto più accettabili e possono essere una opzione economica.
Gli s
tagni in terra possono rendere
difficili le operazioni idrauliche e la progettazione dell’impianto idraulico deve essere attentamente valutata prima di abbracciare questa opzione. Uno degli stagni più semplici è un buco scavato nel terreno, rivestito con mattoni o blocchi di cemento, e poi foderato
con un rivestimento impermeabile come la plastica polietilene.
Altre opzioni includono contenitori di seconda mano, come vasche da bagno, fusti o contenitori alla rinfusa (GRV). E’ molto importante assicurarsi che il contenitore non è stato utilizzato in precedenza per materiali tossici per evitare che ne rimanga traccia Quindi, scegliere con cura un contenitore usato, meglio se si conosce il venditore.
Colore
Il colore bianco o comunque altri chiari sono fortemente consigliati in quanto consentono un facile controllo del pesce per verificarne facilmente il comportamento e la quantità di rifiuti depositati sul fondo del serbatoio (Figure 4.22 – 4.24). Le vasche bianche riflettono anche la luce del sole e mantengono l’acqua più fresca. In alternativa, l’esterno di vasche colorate di scuro può essere verniciato bianco. Nelle zone molto calde o fredde, può essere necessario
isolare ulteriormente termicamente i serbatoi.

Vasca per i pesci ricavata da un bidone di polietilene bianco da 1000 litri

Vasca per i pesci ricavata da un bidone di polietilene bianco da 1000 litri

Avannotti in una vasca cilindrica. In evidenza il ritorno dell'acqua (in alto) e il tubo di pescaggio, in fondo

Avannotti in una vasca cilindrica. In evidenza il ritorno dell’acqua (in alto) e il tubo di pescaggio, in fondo

Due serbatoi per il pesce da 1000 litri con avannotti

Due serbatoi per il pesce da 1000 litri con avannotti


Copertura e ombreggiamento
Le vasche dei
pesci dovrebbero essere coperte. L’ombra impedisce la crescita delle alghe. Inoltre, la copertura serve ad evitare che il pesce salti fuori (spesso ciò si verifica con il pesce appena inserito o se la qualità dell’acqua non è ottimale), la copertura serve infine ad evitare che nelle vasche cadano foglie e detriti da e prevenire che predatori come gatti e uccelli di attacchino il pesce. Spesso sono utilizzate reti ombreggianti per agricoltura che bloccano fino all’ 80-90 per cento della luce solare. Le coperture ombreggianti possono essere assicurate ad una semplice cornice di legno per fornire peso, evitare che il vento le sposti e consentire al tempo stesso una facile rimozione.
Sicurezze e ridondanza
Il primo accorgimento da avere rispetto alle vasche dei pesci è quello di evitare che
perdano l’acqua, con il serio pericolo di perdere tutti i pesci. Anche se alcuni incidenti sono inevitabili (ad esempio un albero che cade sulla vasca), gli errori con effetti più gravi sono quasi sempre dovuti al “fattore umano”. Assicurarsi dunque che non vi sia possibilità per l’operatori di scaricare l’acqua inavvertitamente. Se la
pompa dell’acqua si trova nella vasca dei pesci, non mettetela mai sul fondo in modo che il serbatoio non possa essere portato all’asciutto. Utilizzare un tubo all’interno della vasca  per garantire sempre un livello minimo di acqua. Di questo se ne parlerà ancora in seguito nella sezione 4.2.6.

IL CONFINE

Certe volte mi chiedo quale sia, con riferimento all’acquaponica, il confine fra l’essere un coltivatore innovativo e un ricco viziato. Ovviamente è un confine molto variabile, dipende da quanto sia produttivo il proprio impianto, quanto spazio si ha a disposizione, quanto è importante l’aspetto estetico, ecc… ecc …

In generale un sistema di coltivazione acquaponico ha un costo d’impianto piuttosto elevato, che si ripaga con il  tempo durante l’esercizio. Ma quante insalate dovrò produrre per quanti anni se vorrò ripagarmi del costo d’impianto di questo sistema?

Molto meglio allora, se vogliamo giocare a fare i contadini in salotto, autocostruirsi un impiantino come questo fatto con pezzi dell’Ikea su disegni di un creativo italiano.

Io l’ho costruito e funziona, ma sinceramente non sono portato per giocare al giardiniere con la forbicina per le unghie!

APPROVATA LA LEGGE SULL’AGRICOLTURA SOCIALE

Anche l’Italia finalmente avrà una legge sull’agricoltura sociale! E’ stata approvata dal Parlamento il 18 agosto e porta il numero 141.

L’agricoltura sociale è già molto diffusa in Europa dove viene praticata  con i nomi di “care farming” o “green care” usati per descrivere quelle pratiche agricole mirate a sostenere il recupero socio-riabilitativo e l’inserimento lavorativo di persone  svantaggiate e con “bassa capacità contrattuale” (es. persone con disabilità psicofisiche, detenuti, tossico dipendenti, minori, emigrati).

L’acquaponica si presta molto a progetti di agricoltura sociale perchè l’utilizzo di bancali di coltura rialzati (growbed) facilita l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate e con disabilità in funzione della loro inclusione sociale, inoltre il particolare tema su cui si fonda l’acquaponica, quello della simbiosi, del riciclo della sostenibiità, imperniato sul ciclo dell’azoto, può essere molto utile per lo sviluppo di progetti finalizzati all’educazione ambientale e alimentare, alla salvaguardia della biodiversità e alla conoscenza del territorio.

Meditate gente meditate …

Link interessanti:

http://sofar.unipi.it/index.htm

http://www.forumagricolturasociale.it/

Acquaponica: opportunità di formazione universitaria europea

Cari acquaponici, se credete che il Belgio in tema di acquaponica si limiti al padiglione presso Expo, nel quale ha presentato una sorta di “Luna park” per verdure vi sbagliate di grosso.

L’Università di Liegi terrà dal 25 al 28 aprile 2015, presso la facoltà di agro bio tecnologie di Gembloux, un corso di specializzazione in acquaponica dal titolo: “Microbia-ponics : Microbial roles and dynamics in aquaponics”.

E’ previsto un concorso per l’assegnazione di 12 borse di studio, scadenza delle domande il 29 febbraio 2015. Giovani italiani, fatevi sotto!!!

Per saperne di più: acquaponica opportunità formativa.

ACQUAPONICA A GESTI …

Questo post che ho trovato on line mi ha fatto tornare alla mente un vecchio racconto che mi ha fatto tanti anni fa uno dei primi migranti venuti dal continente africano; mi disse: “Sai all’inizio pensavo che l’italiano fosse una lingua difficilissima … non mi spiegavo altrimenti perchè tutte le persone che cercavano di parlare con me avesero bisogno di aiutarsi con i gesti per rendere comprensibili le loro parole”.

Nel video in meno di due minuti ci viene spiegato quali siano i componenti ed i rapporti base per costruire un piccolo sistema acquaponico, tutto ciò viene fatto con qualche immagine ma soprattutto con tanti gesti. Una gesticolazione accentuata, molto espressiva, per noi italiani direi “familiare”. D’altra parte il comunicatore si chiama “Arturo” e forse non è un caso!