CHIUDE IL PRIMO RISTORANTE PER AIRONI

Chiude sul Lago Maggiore il primo ristorante per aironi al mondo!

Aperto solo poche settimane fa da uno sprovveduto coltivatore acquaponico cinquantenne era diventato un poco tempo un locale di “tendenza”! Recentemente erano state poste delle restrizioni all’ingresso che però non hanno scoraggiato l’affezionata “clientela”.P1040049.JPG rid

Questa mattina il proprietario si è alzato ed ha, non era la prima volta, scorto un grosso esemplare di airone cenerino fare la posta al suo “locale”, il tempo di andare a prendere la macchina fotografica e il “cliente ladruncolo” se la svignava con una trota da almento 20 centimetri in bocca, sfilata con abilità sorprendente dalle reti pseudo protettive.

In questo scatto ingrandito potete intravvedere il ladro che se la svigna con il bottino!

airone che fugge con una trota in bocca

airone che fugge con una trota in bocca

L’ennesimo episodio di “pesca senza licenza” ha indotto il proprietario a chiudere il locale rinunciano alla vista riposante del laghetto, in attesa di trovare una soluzione definitiva che impedisca l’accesso agli aironi pur lasciando che lo sguardo possa posarsi sull’acqua.

Ecco come si presenta il locale dopo la “blindatura”P1040057 rid

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CAPITOLO 4: Progettazione di impianti acquaponici (prima parte)

Traduzione del manuale “Small-scale aquaponic food production – Integrated fish and plant farming” edito edito dalla FAO …

Questo capitolo illustra i disegni relativi alla progettazione di diversi sistemi di acquaponica. Ci sono molti aspetti progettuali da prendere in considerazione, per tener conto di tutti fattori ambientali e biologici che hanno impatto sull’ecosistema acquaponico. Lo scopo di questo capitolo è quello presentare tutti questi aspetti nel modo più accessibile al fine di fornire una spiegazione esauriente di ogni componente di un sistema acquaponico.
La sezione 4.1 tratta dei fattori da prendere in considerazione nella scelta di un sito ove collocare un sistema acquaponico, compreso l’accesso alla luce del sole, il vento e
l’esposizione alla pioggia, la temperatura media ed altri ancora.

Nella sezione 4.2 si discute dei componenti generali indispensabili per qualsiasi sistema acquaponico, comprese le pompe delle vasche in cui vivono i pesci siano esse di acqua o aria acqua e aria, il biofiltro, il metodo di coltivazione e il materiale idraulico necessario per la coltivazione delle piante. La componente idroponica viene poi trattata con ulteriore dettaglio, concentrandosi sui tre più comuni metodi utilizzati in acquaponica: il metodo che utilizza un “medium” inerte (figure 4,1-4,5); quello che prevede una sottile “pellicola” nutritiva (NFT) (Figure 4,6-4,9); e la cultura acquaponica a radice fluttuante (DWC) (Figure 4,10-4,13).

excelUna parte specifica è dedicata ad un tipo particolare di coltivazione DWC a “bassa densità”.
Sono previste tavole finali riassuntive di ogni metodo che pongono a confronto i tre metodi che verranno discussi.
S
copo di questo capitolo è quello  spiegare esclusivamente le componenti essenziali dell’impianto e i diversi metodi di acquaponica. Per ulteriori informazioni riguardanti i rapporti di dimensionamento e la progettazione per le diverse componenti, si prega di consultare il Capitolo 8, che fornisce ulteriori informazioni dettagliate, figure e progetti necessari e costruire realmente un piccolo impianto acquaponico. Inoltre, appendice 8 fornisce una guida completa passo-passo per la costruzione di una versione in scala ridotta dei tre metodi spiegati in questo capitolo utilizzando materiali facilmente reperibili.

Sistema

Fig 4.2 Sistema “media based” costruito con “cisternette” per il trasporto di liquidi

Lussureggiante crescita vegetale in una coltivazione familiare

Fif. 4.4 Lussureggiante crescita vegetale in una coltivazione familiare

Fig. 4.3 Piante di taro coltivate in un growbed di legno rivestito di un telo impermeabile di polietilene

Fig. 4.3 Piante di taro coltivate in un growbed di legno rivestito di un telo impermeabile di polietilene

Fig. 4.6 Disegno di un piccolo impianto (NFT)

Fig. 4.6 Disegno di un piccolo impianto (NFT)

Prezzemolo in un piccolo impianto NFT

Fig. 4.7 Prezzemolo in un piccolo impianto NFT

Fig 4.8 contadini al lavoro con giovani piantine di pomodoro allevate in bottiglie di plastica

Fig 4.8 contadini al lavoro con giovani piantine di pomodoro allevate in bottiglie di plastica

Fig. 4.9 Impianto NFT che utilizza lo spazio in verticale

Fig. 4.9 Impianto NFT che utilizza lo spazio in verticale

Fig. 4.10 Disegno di impianto a radici fluttuanti (DWC)

Fig. 4.10 Disegno di impianto a radici fluttuanti (DWC)

Diverse varietà di lattuga in un sistema DWC

4.12 Diverse varietà di lattuga in un sistema DWC

Fig 4.13 Radici di cavolo riccio allevato in un sistema DWC

Fig 4.13 Radici di cavolo riccio allevato in un sistema DWC

4.11 giovani piantine di lattuga in un sistema DWC

4.11 giovani piantine di lattuga in un sistema DWC

4.1 Scelta del luogo dove installare l’impianto

La scelta del sito è un aspetto importante nell’installazione di un impianto acquaponico. In questa sezione ci si riferisce generalmente a degli impianti acquaponici costruiti all’aperto, senza una serra. Tuttavia, ci sono brevi commenti sulle serre e sull’ombreggiatura mediante strutture a rete per le unità più grandi. È importante ricordare che alcuni componenti del sistema, in particolare i contenitori pieni di acqua e i blocchetti di pietra, sono pesanti e difficili da spostare, quindi è importante costruire il sistema nella sua posizione finale. I luoghi individuati devono essere su una superficie stabile e orizzontale, in una zona che sia protetta dal maltempo ma esposta ben alla luce del sole.

4.1.1 Stabilità

Assicuratevi di scegliere un sito che sia stabile e in piano. Alcuni dei principali componenti di un sistema acquaponico sono pesanti, vi è il rischio concreto che le gambe del sistema sprofondino nel terreno. Questo può portare all’interruzione del flusso dell’acqua, inondazioni o ad un catastrofico collasso dell’impianto. E’ dunque indispensabile trovare un terreno piatto e solido. Impiantare tutto su un piano di cemento può essere una soluzione ma ha lo svantaggio di non poter far passare alcun componente sotto terra dunque con rischi d’inciampo. Se il sistema è appoggiato sul suolo, è utile coprire il tutto con dei teli che impediscano la crescita delle erbacce. Inoltre, può essere indispensabile posizionare blocchi di calcestruzzo o cemento sotto le gambe dei growbwed per migliorarne la stabilità

4.1.2 Esposizione al vento, alla pioggia e alla neve

Fig. 4.14 Impianto DWC danneggiato dalla neve

Fig. 4.14 Impianto DWC danneggiato dalla neve

Condizioni ambientali estreme possono stressare le piante e distruggere strutture (Figura 4.14). Forti venti possono avere un considerevole impatto negativo sulla produzione vegetale e possono causare danni agli steli e alle parti riproduttive.
Inoltre, la forte pioggia può danneggiare le piante e le prese elettriche non protette. Grandi quantità di pioggia possono diluire
l’acqua ricca di nutrienti  e possono inondare il sistema se non è previsto un meccanismo di troppopieno. La neve provoca gli stessi problemi delle forti piogge, con l’aggiunta della minaccia dei danni da freddo. E ‘consigliabile che il sistema sia situato in una zone protetta vento. Se le  forti piogge sono abituali, può valere la pena di proteggere il sistema con un rivestimento di plastica (tunnel o serra).

4.1.3 Esposizione al sole e all’ombra

La luce solare è fondamentale per le piante, che hanno bisogno di ricevere la quantità ottimale di luce solare durante il giorno. La maggior parte dei comuni impianti acquaponici crescono bene in condizioni di pieno sole; tuttavia, se la luce del sole è troppo intensa, una struttura semplice che consenta un’obreggiatura può essere installata sopra i letti crescita. Alcune piante fotosensibili, tra cui la lattuga, e alcuni cavoli, potranno salire a seme a causa del troppo sole o diventare amare o prendere un gusto cattivo. Altre piante tropicali, come la curcuma e alcune piante ornamentali possono mostrare bruciature sulle foglie se esposte al sole eccessivo e dunque producono meglio se possono disporre di posizioni in mezz’ombra. Sul versante opposto, con scarsità di luce solare, alcune piante possono avere tassi di crescita lenta. Dunque dovremo prestare attenzione a costruire gli impianti acquaponici in una posizione soleggiata. Se una zona ombreggiata fosse l’unica disponibile si raccomanda che vengano piantate specie adatte.
I sistemi dovrebbero essere progettati per sfruttare il sole in movimento nel
cielo da est a ovest. Generalmente, i letti di crescita devono essere disposti spazialmente in modo tale che il lato più lungo sia  sull’asse nord-sud. Ciò è più efficiente rispetto al sole durante il giorno. In alternativa, se è preferibile avere meno luminosità, in ralazione al tipo di coltura, orientare i letti, tubi e canali seguendo l’asse est-ovest.  Fare attenzione anche alla disposizione delle piante che non devono farsi inavvertitamente le une con le altre.
A differenza delle piante, i pesci non hanno bisogno della luce solare diretta. Anzi, è importante che le vasche dei pesci siano all’ombra, per questo motivo vengono di norma coperte con teli ombreggianti. (Figura 4.15).

Tessuto ombreggiante (blue) che scherma laluce solare

4.15 Tessuto ombreggiante (blue) che scherma laluce solare

L‘ombreggiatura contribuisce a mantenere stabile la temperatura dell’acqua e ad impedire la crescita delle alghe (vedi Capitolo 3), coprire le vasche dei pesci impedisce inoltre che vi cadano dentro dei detriti o delle foglie inoltre  che vi possano essere intrusioni di animali ittiofagi.

4.1.4 Allacciamenti, recinzioni e la facilità di accesso


Nel scelta del sito, è importante prendere in considerazione la disponibilità di allacciamenti ai servizi. S
ono necessarie prese elettriche  per le pompe dell’acqua e dell’aria che devono essere protette dall’acqua e dotate di un dispositivo “salvavita” per ridurre il rischio di scosse elettriche.
Inoltre, l’acqua per l’alimentazione del sistema dovrebbe essere facilmente accessibile, sia che si tratti di all’acciamenti alla rete comunale o di serbatoi di raccolta dell’acqua piovana.
Anche se estremamente efficienti sotto il profilo delle risorse idriche, i sistemi acquaponici richiedono aggiunte d’acqua di tanto in tanto, anche i filtri devono essere sciacquati. Se un sistema acquaponico fosse collocato nei pressi di una coltura “tradizionale” questa trarrebbe beneficio dalle operazioni di risciacquo dei filtri che sono sempre ricchi di sostanze nutritive. Il sistema inoltre deve essere collocato dove è facile
accedere ogni giorno perché sono necessari un monitoraggio frequente e l’alimentazione quotidiana dei pesci. Infine, si consideri l’opportunità di recintare tutto l’impianto per prevenire furti e atti vandalici, l’ingresso di animali predatori e per il rispetto di eventuali regole di sicurezza alimentare.

4.1.5 Considerazioni particolari: sugli impianti realizzati sui tetti

Tetti piatti sono spesso siti adatti per realizzare impianti acquaponici perché sono a livello, stabili, esposti alla luce solare e non sono già utilizzati per l’agricoltura tradizionale (Figure 4.16-4.18). Però, quando si costruisce un sistema su un tetto è fondamentale considerare se il tetto è in grado di sopportare il peso dell’impianto. E ‘indispensabile consultare un architetto o un ingegnere civile prima impiantare un nuovo sistema sul tetto.

Piccolo impianto (media bed) realizzato sul tetto

4.16 Piccolo impianto (media bed) realizzato sul tetto

Impianto acquaponico multiplo realizzato su un tetto

4.17 Impianto acquaponico multiplo realizzato su un tetto

Diverse verdure che crescono su un tetto con un sistema NFT

4.18 Diverse verdure che crescono su un tetto con un sistema NFT

4.1.6 Serre e strutture ombreggianti
Disporre di una serra non è
essenziale perun piccolo impianto acquaponico, ma disporre di una copertura può essere utile perchè allunga la stagione produttiva (Figure 4.19 e 4.20). Ciò è particolarmente vero in regioni più fredde temperate, le serre possono esser utilizzate anche per mantenere una temperatura dell’acqua calda durante i mesi freddi, consentendo produzione di tutto l’anno.

Piccolo impianto acquaponico in serra a tunnel

Piccolo impianto acquaponico in serra a tunnel

Impianto acquaponico appena montato in un tunnel

Impianto acquaponico appena montato in un tunnel

Una serra è una struttura metallica, legno o telaio in plastica che è coperto da nylon trasparente, plastica o vetro. Lo scopo di questa struttura è quello di permettere alla luce solare (radiazione solare) di accedere alla serra e rimanendovi “intrappolata” e quindi riscaldando l’aria all’interno della serra. Quando il sole cala, il calore viene trattenuto nella serra dal tetto e dalle pareti, consentendo una temperatura più calda e più stabile durante tutte le 24 ore. Le serre inoltre forniscono protezione ambientale anche rispetto al dal vento, alla neve e alla pioggia battente. Nelle serre si può estendere la stagione di crescita mantenendo ambiente calore solare, ma possono anche essere riscaldate dall’interno. Le serre inoltre possono tenere lontani gli animali (gatti! NdR) e altri parassiti,  Le serre sono comode per  lavorare durante la stagione fredda, e offrire al contadino una protezione dalle intemperie.  L’insieme, questi vantaggi si riassume in una maggiore produttività e in una stagione agricola più estesa.
Q
uesti vantaggi t
uttavia devono essere controbilanciati dagli aspetti negativi delle serre. I costi di investimento iniziale per una serra possono essere elevati a seconda del grado di tecnologia e raffinatezza desiderato. Le serre richiedono anche costi di gestione aggiuntivi perché sono necessari ventilatori per creare la circolazione dell’aria per evitare il surriscaldamento e condizioni di eccessiva umidità. 

DOPPIA SORPRESA

Doppia sorpresa stamane presso la mia acquaponica!

Mi alzo, apro le imposte della finestra delle mia camera, e mi trovo a tu per tu, a meno di tre metri, con un maestoso airone cenerino. Era venuto a fare colazione ai bordi del mio laghetto! E pensare che Pietro, con tono di dileggio “cattedratico” lo chiama “Il buco”.

Ovviamente l’intruso è subito volato via e non vi posso mostrare la scena perchè di solito non mi alzo con la “GoPro” in testa. Ma questa è la foto della “scena del delitto”, P1040039

metteteci coni il Photoshop un uccello grigio, con il collo lungo, alto almeno una novantina di centimetri e avrete anche voi l’immagine di ciò che mi sono trovato davanti.

Ovviamente sono corso ai ripari; nel laghetto attualmente ci sono delle tinche che stanno sul fondo e dunque sono relativamente al sicuro, ci sono anche dei persici e dei black bass che invece prediligono starsene a pelo d’acqua, sono belli grossi e l’airone non riuscirebbe ad ingoiarli, ma a ferirli con quel becco a forma di pugnale si, dunque meglio essere prudenti.

Per il momento ho chuiso con quello che avevo in casa, delle reti che in primavera uso per i piselli ma mi è già venuta un’idea per la messa in sicurezza definitiva, aspetto il mio amico “Vince” per metterla in pratica!P1040049.JPG ridLa seconda sorpresa qualche ora più tardi, quando mi metto all’opera per la pulizia settimanale del filtro. L’acqua viene prelevata per il circuito di acquaponica da due prese situate sul fondo del laghetto; per fare in modo di prelevare più detriti possibili spingo in basso con la mano la paratia del prefiltro in modo da aumentare il flusso.

LOCALE TECNICO: prefiltro (beige) filtro a perline (blue) air pump, blower e pompe

LOCALE TECNICO: prefiltro (beige) filtro a perline (blue) air pump, blower e pompe

Un guizzo argenteo e intravvedo un pesce che subito si rituffa nel tubo. Ripeto l’operazione, di nuovo il pesce che con un “scodata” si rituffa verso il fondo. Al terzo tentativo mi organizzo e con un guadino catturo l’amico con le pinne! E’ un black bass, che rimetto nel laghetto insieme ai suoi compagni.

Il pesce è rimasto isolato nel tubo da 110 mm alcuni mesi fa quando sono entrato nel laghetto a rimettere il “cappello” alla presa di fondo che si era sfilato. Spaventato si era rifugiato nel buco della presa e non ha potuto più tornare nel laghetto, lì ha vissuto fino ad oggi cibandosi di piccoli vermi e insetti che si infilavano nello scarico. Credo sia stato contento di essere rimesso nel bacino con i suoi compagni!

Capitolo 3: QUALITA’ DELL’ACQUA IN ACQUAPONICA (seconda parte)

Traduzione del manuale “Small-scale aquaponic food production – Integrated fish and plant farming” edito edito dalla FAO …

3.3 Gli altri elementi principali per la qualità dell’acqua: alghe e parassiti
3.3.1 La fotosintesi delle alghe
La crescita e l’attività fotosintetica da alghe in impianto acquaponico influiscono sui
parametri qualità delle acque, dei livelli di pH, DO e azoto. Le alghe sono un tipo di organismi che operano una fotosintesi simile a quella delle piante  e possono facilmente crescere in qualsiasi corpo d’acqua ricco di nutrienti ed esposto alla luce solare. Alcune alghe sono microscopiche, organismi unicellulari chiamati fitoplancton, che possono colorare l’acqua verde (Figura 3.8).

Alghe verdi

Alghe verdi

Le macroalghe sono molto più grandi, comunemente formando tappeti filamentosi attaccati al fondo e alle pareti dei serbatoi (Figura 3.9).

Alghe che incrostano il tubo di plastica

Alghe che incrostano il tubo di plastica

In acquaponica, è importante prevenire la crescita delle alghe perché sono problematiche per diverse ragioni. In primo luogo, consumano i nutrienti in acqua e vanno in competizione con l’obiettivo di far crescere le verdure, inoltre le alghe agiscono sia come fonte e agente di consumo dell’ossigeno disciolto con la produzione di ossigeno durante il giorno attraverso la fotosintesi e il consumo di ossigeno di notte durante la respirazione. Possono ridurre drasticamente i livelli di DO in acqua notte, provocando la morte dei pesci. A questa ulteriore produzione e il consumo di ossigeno è legata
per la produzione e il consumo quotidiano di anidride carbonica, che provoca alternanze giornaliere del pH. Infine, alghe filamentose possono ostruire scarichi e bloccare i filtri dell’impianto. A
lghe filamentosi marroni  possono crescere anche sulle radici delle piante idroponiche, soprattutto in cultura acque profonde (DWC), e influire  negativamente sulla crescita delle piante. Tuttavia, alcuni tipi di acquacoltura, denominate  cultura in acqua-verde si possono trarre grandi vantaggi dalla coltura di alghe per l’alimentazione,
in associazione con  l’allevamento tilapia, la cultura gamberi, e la produzione di biodiesel, ma questi
argomenti non sono direttamente legate all’acquaponica e per questo non sono discusse in questo lavoro. Prevenire la crescita delle alghe è relativamente facile. Tutte le superfici d’acqua dovrebbero essere ombreggiate con stoffe, teloni, foglie di palma intrecciate o coperchi di plastica dovrebbero essere utilizzati per coprire le vasche di pesci e i biofiltri in modo tale che che l’acqua non è in contatto diretto con la luce solare. Questo inibirà le alghe dalla fioritura nel sistema.

3.3.2 Parassiti, batteri e altri piccoli organismi viventi nell’acqua
L’acquaponica è un ecosistema composto principalmente di pesci, batteri nitrificanti, e
piante. Tuttavia, nel tempo, ci possono essere molti altri organismi che prendono parte a questo ecosistema. Alcuni di questi organismi funzioni utili, come ad esempio i lombrichi, che facilitano la decomposizione di rifiuti pesci. Altri sono benigni, cioè non aiutano né danneggiano il sistema, come ad esempio i vari crostacei, che vivono nelle biofiltri. Altri sono minacce, ad esempio i parassiti e i batteri che sono impossibili da evitare completamente perché l’acquaponica non è un sistema sterile. La migliore tecnica di gestione per evitare che queste piccole minacce diventino infestazioni pericolose è quello di crescere, pesci e piante senza stress, sani, garantendo
condizioni altamente aerobiche che consentano l’accesso accesso a tutti i nutrienti essenziali. In questo modo, gli organismi possono tenere lontane le infezioni o le malattie utilizzando i propri sistemi immunitario in perfette condizioni. I capitoli 6 e 7 discuteranno in particolare della gestione di pesce e vegetali e del contrasto alle malattie e il Capitolo 8 si occuperà in particolare di sicurezza del cibo e di minacce biologiche in modo più dettagliato.

3.4 Fonti di acqua per l’acquaponica
In media, un sistema acquaponico usa 1-3 per cento del volume totale di acqua al giorno,
a seconda del tipo di piante sono coltivate e della posizione. L’acqua viene utilizzata dal
piante attraverso evapotraspirazione naturale oltre ad essere trattenuta all’interno dei propri
tessuti. Acqua è persa da evaporazione diretta e spruzzi. Per tale motivo, l’impianto dovrà essere rifornito periodicamente. La fonte di acqua utilizzata avrà un impatto sulla chimica dell’acqua dell’unità. Segue una descrizione di alcuni comuni fonti di acqua e la composizione chimica comune di quell’acqua. Nuove aggiunte di acqua devono sempre essere verificate per controllare pH, durezza, salinità, cloro e la presenza di eventuali sostanze inquinanti.
A questo punto è importante considerare un ulteriore parametro di qualità acqua: la salinità.
Salinità indica la concentrazione di sali in acqua, che includono sale da cucina (
cloruro di sodio NaCl), così come gli elementi nutritivi, che sono in realtà sali. I livelli di salinità avranno un grande ruolo al momento di decidere che l’acqua da utilizzare, perché elevata salinità può influenzare negativamente la produzione di ortaggi, soprattutto sesi tratta di cloruro di sodio, che è un sodio tossico per le piante. Salinità dell’acqua può essere misurata con una conduttività elettrica (CE). La salinità può essere misurata misurat come conduttività, o la quantità di elettricità passerà attraverso l’acqua. Si raccomanda utilizzare per l’acquaponica fonti d’acqua di basso tasso di salinità. La salinità, generalmente, è troppo alto se l’acqua ha una conducibilità più di 1 500 mS.
Sebbene CE sono comunemente utilizzati per la coltura idroponica per misurare la
importo totale di sali nutrienti nell’acqua, questi misuratori non forniscono una lettura precisa
dei livelli di nitrati, che possono essere tenuti adeguatamente sotto controllo con kit di test dell’azoto.

3.4.1 L’acqua piovana
Acqua piovana raccolta è un’ottima fonte di acqua per l’acquaponica. L’acqua avrà
di solito un pH neutro e concentrazioni molto basse di entrambi i tipi di durezza (KH
e GH) e quasi zero salinità, ciò è ottimale per ricostituire il sistema ed evitare accumuli di salinità a lungo termine. Tuttavia, in alcune zone colpite da piogge acide come registrato
in un certo numero di località in Europa orientale, e nelle zone orientali degli Stati Uniti d’America e in alcune le zone del sud-est asiatico, l’acqua piovana potrà avereun pH acido. In generale, è buona norma, per tamponare l’acqua piovana, aumentare il KH come indicato nella Sezione 3.5.2. In oltre, la raccolta dell’acqua piovana ridurrà le spese generali di gestione del sistema, oltre ad essere piùsostenibile.

3.4.2 Cisterna o falde acquifere
La qualità di acqua prelevata da pozzi o cisterne dipenderà in larga misura dal materiale di
costruzione della cisterna da quello di cui ècostituita la falda acquifera. Se la roccia è calcare, l’acqua probabilmente avrà
concentrazioni abbastanza alte di durezza, che può  avere un impatto sulla pH dell’acqua. La durezza dell’acqua non è un problema importante in acquaponica, perché la alcalinità è naturalmente consumato dall’acido nitrico prodotto dai batteri nitrificanti. Tuttavia, se i livelli di durezza sono molto elevati, può essere necessario utilizzare quantità molto piccole di acido per ridurre l’alcalinità prima di aggiungere l’acqua al sistema al fine di evitare oscillazioni del pH. 

3.4.3 “Acqua del sindaco” (acquedotto comunale)
L’acqua per forniture potabili è spesso trattata con diverse sostanze chimiche per rimuovere
agenti patogeni. Le più comuni sostanze chimiche utilizzate per il trattamento dell’acqua sono cloro e clorammine. Queste sostanze chimiche sono tossici per pesci, piante e batteri; queste sostanze chimiche sono usato per uccidere i batteri in acqua e come tali sono dannosi per la salute generale
del ecosistema acquaponico. Kit per il test di cloro sono disponibili e se alti livelli di cloro vengono rilevati, l’acqua deve essere trattata prima di essere utilizzata. Il metodo più semplice è quello di immagazzinare l’acqua prima dell’uso, consentendo in tal modo tutto il cloro di dissiparsi in l’atmosfera. Questo può evaporare nel giro di 48 ore, ma l’evaporazione può essere assai più veloce se l’acqua viene fortemente aerato con pietre porose. Le clorammine sono più stabili e non evaporano così facilmente. Se il comune utilizza clorammine, può essere necessario utilizzare tecniche chimiche
di trattamento, come la filtrazione carbone attivo o altri prodotti chimici declorante.
E’ buona cos di non sostituire mai più del 10 per cento dell’acqua senza prove e e rimozione preventiva del cloro prima. Controllare sempre nuove fonti di acqua per quanto riguarda i livelli di durezza eil  pH, e utilizzare l’acido, se opportuno e necessario per mantenere il pH entro i livelli ottimali sopra indicati.

3.4.4 Acqua filtrata
A seconda del tipo di filtrazione (ad esempio osmosi inversa o filtrazione con carboni attivi),
l’acqua
filtrata avrà una quantità più o meno alta di dei metalli e ioni rimossi, rendendo l’acqua molto sicura usare e relativamente facile da manipolare. Tuttavia, esattamente come l’acqua piovana, acqua deionizzata da osmosi inversa avrà livelli di durezza particolarmente bassi basso e dovrà essere tamponata.


3.5 Manipolazione pH
Ci sono metodi semplici per manipolare il pH un sistema acquaponico. Nelle regioni ricche di rocce calcaree, l’acqua naturale presenta spesso un pH elevato. Pertanto, possono essere necessarie
periodiche aggiunte di sostanze acide per ridurre il pH. Nelle regioni con vulcanica
roccia, l’acqua naturale sarà spesso “dolce”, con molto bassa alcalinità, perciò sarà
necessario aggiungere periodicamente una base o un tampone carbonato all’acqua per contrastare la
acidificazione naturale sistema. Sarà altrettanto necessario aggiungere un tampone di carbonato di calcio nei sistemi che utilizzano l’acqua piovana.

3.6 Test dell’acqua

Al fine controllare che l’acqua nel sistema sia sempre di buona  si raccomanda di eseguire test dell’acqua una volta alla settimana, per assicurarsi che tutti i parametri siano all’interno dei livelli ottimali. In ogni caso, i sistemi acquaponici maturi e ben rodati avranno non hanno bisogno di essere testati spesso. In questo secondo caso i test dell’acqua dovranno essere effettuati solo in caso di sospetti. FIGURA 3.11

Acido fosforico, usato per abbassare il Ph

Acido fosforico, usato per abbassare il Ph


FIGURA 3.12

Aggiunta di conchiglie in un sacchetto di rete per liberare carbonato

Aggiunta di conchiglie in un sacchetto di rete per liberare carbonato


Inoltre, il monitoraggio
quotidiano della salute dei pesci e delle piante che crescono nell’impianto indicherà se qualcosa non va, anche se questo metodo non è una sostituzione degli acqua test.
L’impiego di semplici test dell’acqua è fortemente raccomandato per ogni sistema acquaponico. In commercio sono facilmente disponibili Kit per il test d’acqua dolce con colori di riconoscimento particolarmente facili da usare (figura 3.13).

Acqua test

Acqua test


Questi kit comprendono il test per il pH, l’ammoniaca, nitriti, nitrati, GH e KH. Ogni test prevede l’aggiunta di 5-10 gocce di un reagente in 5 ml di acqua del sistema; ogni prova non richiede più di cinque minuti. Altri sistemi prevedono pH digitale o i misuratori digitali di nitrati (relativamente costosi e molto accurati) oppure strisce di test dell’acqua (più economiche e non particolarmente precise, Figura 3.14)

Test a strisce

Test a strisce

L’acqua è la linfa vitale di un impianto acquaponico. È molto importante per capire la qualità  dell’acqua tenere sotto controllo i seguenti parametri fondamentali: ossigeno disciolto (DO), il pH, la temperatura dell’acqua, concentrazioni totali di azoto e durezza (KH), nonchè conoscere gli effetti di ogni parametro su pesci, piante e batteri.Sono disponibili kit per il test dell’acqua dolce per il pH, l’ammoniaca, nitriti e nitrati. I valori sono determinati confrontando il colore dell’acqua della prova con quella della scheda di riferimento della confezione
E’ semre necessario fare dei compromessi per alcuni  parametri di qualità dell’acqua per soddisfare le esigenze di ogni organismo del sistema.
Gli intervalli corretti per ciascun parametro sono i seguenti:

pH 6–7
Temperatura  18–30 °C
Ossigeno disciolto DO 5–8 mg/litre
Ammoniaca  0 mg/litre
Nitriti 0 mg/litre
Nitrati 5–150 mg/litre
KH 60–140 mg/litre
• Ci sono modi molto semplici per regolare il pH. Sostanze basiche e meno frequentemente acide, possono essere aggiunte in piccole quantità all’acqua rispettivamente per aumentare o abbassare il pH. Sostanze acidee basiche devono sempre essere aggiunte lentamente e con attenzione.
L’acqua piovana può essere utilizzata come alternativa per consentire al sistema di abbassare
naturalmente il pH. Inoltre nel lungo periodo batteri nitrificanti consumano alcalinità del sistema. Carbonato di calcio da calcare, conchiglie o gusci d’uovo aumentano KH e buffer pH contro la acidificazione naturale.
• Alcuni aspetti della conoscenza della qualità delle acque e della chimica di acqua necessari per L’acquaponica possono essere complicati, in particolare il rapporto tra pH e la durezza, ma i test
di base dell’acqua sono utilizzati per semplificare la gestione della qualità delle acque.
• Il test acqua è essenziale per mantenere una buona qualità delle acque del sistema. Testate e registrate i seguenti parametri di qualità dell’acqua ogni settimana: il pH, la temperatura, nitrati e durezza carbonatica. I test dell’ammoniaca e dei nitriti dovrebbero essere utilizzati in particolare all’avvio del sistema e se mortalità
anormale dei pesci sollevano preoccupazioni di eventuali tossicità.
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