TROTERELLANDO A TRENTO …

Un amico mi informa che sulla Gazzetta Ufficiale n. 239 dell’11 ottobre 2013 è stato pubblicato il Decreto del Ministero delle politiche agricole Alimentari e Forestali con la quale viene riconosciuta la denominazione I.G.P. (Indicazione Geografica Protetta) della “Trota del Trentino”.

Le caratteristiche del prelibato salmonide sono descritte all’art. 2 comma 1 “dorso verdastro con una fascia rosea su entrambi i fianchi; ventre biancastro; macchiette scure sparse sul corpo e sulla pinna dorsale e caudale” sarà difficile per la “casalinga di Vogera” rinvenire sui banchi del mercato trote diverse da questa.

Apprendiamo inoltre che è ammessa la sottospecie “Trota del Trentino in trasferta”, giacchè il simpatico pesciolino potrà “troterellare” fino nel comune di Bagolino in provincia di Brescia.

Di questi tempi, son notizie!!!

INVITO A CENA

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Cari amici acquaponici, “Akuadulza” ha deciso di invitarvi a cena. Il menù sarà ovviamente a km zero, nel senso letterale del termine, perchè direttamente prodotto sul posto dalla Urban Farm che ci ospita. Pesce dunque, ma anche verdure di contorno!

Anche l’ambientazione sarà a km zero, in quanto il ristorante è “integrato” in una linea di produzione di vegetali che alimenta uno splendido green wall. C’è anche un mercato a cielo aperto nel quale potrete fare la spesa prima di andare a casa.

FINE DELLE BUONE NOTIZIE.

La brutta notizia è che non potrò pagarvi il viaggio perchè il ristorante in questione si trova in Sudafrica, per l’esattezza a Città del Capo.

L’articolo completo lo trovate qui, ma devo avvertirvi che contiene un errore non di poco conto: il sistema di produzione viene chiamato “Idroponica”, mentre si tratta chiaramente di un impianto acquaponico. Rimando a Wikipedia la spiegazione delle differenze tra i due sistemi per i non “addetti ai lavori”.

Se ne inizia a parlare anche in Italia …

Finalmente l’acquaponica esce dalla “clandestinità” e trova spazi pubblici di discussione anche in Italia. Si terrà infatti il prossimo sabato 26 ottobre, a Montebelluna (TV), presso il locale Museo di Storia Naturale e Archeologia un incontro dal titolo: “PESCI, INSALATE E SVILUPPO SOSTENIBILE”.

“Non solo insalate” mi verrebbe da dire, in qualità di acquaponico “militante”! In ogni caso, se volete saperne di più cliccate qui.

Se invece volete chiedere informazioni: info@museomontebelluna.it

Marco e l’aquaponica da pianerottolo e quella bonsai

Vi presento oggi l’esperienza di Marco. Si tratta di due versioni indoor ma ci sono in campo altre idee pronte per uscire allo scoperto (è proprio il caso di dirlo!).

ACQUAPONICA SU PIANEROTTOLO IMG_20131014_123848Il prototipo principale è attivo dal 2012 ed è situato nel pianerottolo di un’abitazione, quindi ben protetto ma allo stesso tempo esposto alla luce solare solo attraverso la filtrazione di una parete vetrata, perdipiù rivolta a nord. Per questo ho ritenuto importante l’utilizzo di un sistema di illuminazione artificiale.

Il semplice sistema è composto da una vasca da 300litri popolata dai terribili invasori dei nostri laghi: persici sole e proclambarus clarkii che convivono fortunatamente senza troppe competizioni…
Le tre vasche da 80 litri ciascuna sono riempite di argilla espansa o lapillo vulcanico ed allagate mediante due pompe distinte. Due vasche vengono svuotate mediante il classico sifone a campana: ho creato un sistema per alzare ed abbassare l’altezza del tubo e quindi variare il livello di allagamento della vasca. Questo mi ha permesso anche di regolare senza TROPPI problemi l’innesco dell’effetto Venturi!
La terza vasca è invece riempita con un sistema ibrido RTW.
Un ossigenatore collegato a questo Grow Bed e alla vasca con i pesci viene attivato ad intervalli regolari, così come le due pompe: quindici minuti (ad intervalli alternati) ogni ora.
Per il momento è tutto regolato meccanicamente da timer, mi piacerebbe automatizzare il tutto con un semplice sistema a microprocessore.

IMG_20131014_123816Le vasche sono ora piene di photos ed altre ornamentali, edera, pomodori, Goji, Stevia, lamponi, bulbi di zafferano e tulipani! La vasca RTW “custodisce” solo bulbi di zafferano…speriamo in bene, è il mio primo esperimento con bulbacee! Qualche simpatico lombrico popola i GB insieme alle piante!

ACQUAPONICA BONSAI

IMG_20131014_115247Sembra un quadro, invece è l’acquaponica “bonsai” di Marco … ecco il commento dell’autore: “Il piccolo impianto a parete è una “chicca” di cui ne vado un pò fiero…è forse il primo prototipo mondiale di sistema acquaponico totalmente sospeso! E’ formato da un piccolo acquario a parete da 20 litri e da una vasca ricavata da una fioriera (grazie Ikea…) riempita con argilla espansa.

L’acquario è popolato da 5 simpatici Molly e da un Ancistrus, la ricaduta dell’acqua è azionata da un sifone a campana opportunamente “modificato” per renderlo il più silenzioso possibile…nonostante il tempo di riempimento/svuotamento sia molto breve sembra proprio che sia le piante che i pesci stiano benissimo!”IMG_20131014_115447

Ed ora un po’ di spazio al legittimo orgoglio dell’autore che mette la “firma” ai suoi capolavori:IMG_20131014_124019

Bella notizia … mezza farlocca

Leggo questa mattina su Repubblica ambiente questa notizia: “Padova, apre l’orto  botanico dei record: sostenibilità, ricerca e aggregazione urbana” a seguire, nell’occhiello, è riportato quanto segue: “Realizzato l’ambizioso progetto dell’Università. Costruito in appena tre anni, un giardino di 15mila ettari dedicati a tutte le piante del mondo all’interno di una cupola di vetro e cemento che sfrutta le acque termali di Abano e l’energia del sole. Qui nel 1545 il primo luogo di questo tipo, oggi patrimonio dell’Unesco”  (ho messo il link in modo che chiunque possa controllare il macroscopico errore, anche se spero in ravvedimento operoso in tempi rapidi): 15 MILA ETTARI COPERTI AL CENTRO DI PADOVA?!? Il Paradiso terrestre ho pensato. Dopo un breve approfondimento sul sito della locale Universita, la notizia rimane buona ma in scala 1 a 10.000. Ecco cosa c’è scritto in proposito sul sito dell’Università di Padova. Che sia una metafora di certo giornalismo? 

Piccoli acquaponici crescono …

Continuo a presentare gli impianti dei colleghi acquaponici perchè con un po’ d’impegno e poca fatica ognuno può realizzare il proprio sistema ed essere uno spunto per gli altri.

Ecco dunque l’acquaponica di Francesco di Firenze:

Impianto in allestimento

Impianto in allestimento

Anche Francesco  “litigato”  con il “Sifone a Campana” e con l'”Effetto Venturi” ma ne è uscito vittorioso. Presenta dunque la sua opera con legittimo orgoglio.

Impianto ultimato

Impianto ultimato

foto 3

Evidentemente Francesco non è il fanciullo ritratto in fotografia, si tratta di un suo “aiutante”, siamo quindi in presenza di un caso conclamato di “sfruttamento del lavoro minorile”!

Ad ogni modo ecco il risultato finale:untitledche poi finale non è perchè Francesco ormai ci ha preso gusto, ha conseguito il titolo di “maestro di sifoni” alla scuola di Venturi, diciamo quindi che quello che vedete nelle immagini è “work in progress”!