Contaminazione tra blog

Pubblico qui lo stesso articolo che ho preparato per il Gruppo d’Acquisto “Gasteropoda Lepontino” per una sorta di “contaminazione” fra gli argomenti …

OROSCOPO DELLA SETTIMANA

PESCI

PESCI

dovevano portarceli i nostri amici toscani e le nostre amiche della Cooperttiva “Bio e Mare”, ma arriveranno solo a fine mese …554291_4275355195039_625014340_ndoveva pescarceli Fabio, ma questa volta è andata male. Tutta la notte per tre pesci!

Fabio, Stefano e Mario

Fabio, Stefano e Mario

meno male che abbiamo l’acquaponica,Black Bass appena "pescato" dal fish tank

Black Bass appena “pescato” dal fish tank

è bastato un guadino e in tre minuti erano già sulla grigliaP1000900e, dopo altri cinque, in tavolaP1000901Buonissimi!!!

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Veder le fragole dalla parte delle radici …

Prendo a prestito il titolo di un libro di Davide Lajolo, giocandoci sopra, perchè alcuni giorni fa mi sono recato a visitare un piccolo impianto di coltura acquaponica nel quale alcuni amici stanno conducendo degli “esperimenti”. Ho trovato i valori di azoto molto bassi e le fragole rifiorenti che vi erano coltivate particolarmente stentate. Ho promesso che avrei loro mandato le foto di piante di fragole coltivate in acquaponica in salute, affinchè potessero farsi un’idea della differenza.

Mi sono dimenticato fino ad ora di spedire le foto ma mi è venuta l’idea per questo post.  Le immagini pubblicate riguardano 2 piantine di fragola (due di numero)  messe a dimora in primavera, che hanno prodotto i frutti ed emesso stoloni che mi hanno consentito di riprodurne decine e decine, per me e per gli amici. Le due “piantine originarie” non erano neppure particolarmente “brillanti” ma erano state messe in sicurezza da un errore commesso in precedenza che aveva visto l’impianto completamente privo di ferro.

Piantina che ha già fruttificato

Piantina che ha già fruttificato

Nell’ultima foto ecco le nuove piantine di fragola, appena ripiantate in un altro growbed alle distanze corrette, pronte a fruttificare nella prossima primavera

Nuova piantina nata da stolone

Nuova piantina nata da stolone

Eliooo: piccolo orto di design a casa vostra

Nel mio girovagare acquaponico per la rete mi sono imbattuto nel lavoro dell’achitetto Antonio Scarponi che fornisce passo a passo le istruzioni per costruirsi un sistema per coltivare indoor low cost utilizzando sostegni e contenitori dell’IKEA.

Potete farvi ottime insalate sia con l’acquaponica, sia con l‘idroponica, anche con un nutrimento rudimentale per le piante come la pipì (ovviamente “Cum grano salis”).

Come costruirsi le varie versioni di Eliooo è spiegato in ogni dettaglio in questo libro.

P.S. Per quanto il libro sia recentissimo informiamo i lettori del post che “Antonius” (sembrava un nome tratto dalla saga di Harry Potter o una medicina omeopatica) non c’è più, è stato sostituito da “Algot”. Svolge le stesse funzioni ma ha un suono più scandinavo! Non sono iscritto a FB, qualcuno per cortesia lo dice ad Antonius Scarponis? 🙂

P.P.S. Così avete scoperto dove ho passato una domenica di pioggia!

EXPO 2015, PROTOCOLLI E CHIACCHIERE …

Riprendo, per il blog “AKUADUULZA” un post che è già apparso sul mio blog personale, perchè il tema è strettamente intrecciato con lo sviluppo dell’acquaponica. Spero che chi già legge “Io non perdono e tocco” non se ne abbia male. Cambio tuttavia la foto e metto quella di “The globe” progetto in collaborazione tra Urbanfarmers e Antonio Scarponi, torneremo sull’argomento.

Si avvicina il 2015, anno in cui si svolgerà l’Expo di Milano dal tema affascinante: “Nutrire il pianeta energia per la vita”. In questo contesto mi aspetterei che il tema delle produzioni agricole ottenute attraverso il riuso di spazi urbani dismessi possa assumere centralita nel dibattito.

In effetti sembrerebbe poroprio così leggendo il Protocollo d’intesa per la diffusione e valorizzazione degli orti urbani denominato sinteticamente -Progetto nazionale orti urbani-“ sottoscritto il 20 febbraio 2013 tra il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MIPAAF), l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI) e Italia Nostra (ne avevo già parlato in questo post).

Nel documento si legge inoltre:

“Le Parti s’impegnano tra l’altro a promuovere presso le istituzioni competenti (tremo sempre quando leggo questa locuzione) il – Progetto Nazionale Orti Urbani – favorendo lo sviluppo di attività per la creazione di orti nelle aree urbane e preiurbane, impegnando terreni agricoli inutilizzati, aree industriali dismesse, terreni adibiti a verde pubblico ed ogni altra superficie assimilabile … con le seguenti finalità … avvicinare i cittadini alla realtà agricola, stimolando nel contempo la coesione sociale … favorire la riqualificazione delle aree dismesse … ostacolare il consumo di territorio e mitigare le situazioni di marginalitò e degrado …”

Fine dei documenti ufficiali. Passiamo alle applicazioni concrete: un paio di amici che hanno letto il protocollo d’intesa si recano presso la principale organizzazione di categoria agricola, hanno intesta una splendida idea (non quella di Cesare Ragazzi) vorrebbero avere indicazioni su come portarla avanti. Siamo in un copoluogo di provincia, nella stessa regione in cui si organizzerà l’Expo 2015. Nessuno sa nulla del protocollo d’intesa un funzionario risponde che si, questi protocolli si scrivono perchè si devono fare, ma la realtà è un’altra … Insomma c’è davvero il rischio di fare la fine della “Splendida idea” di Cesare Ragazzi.

Dopo una ricerca in rete,  ecco quanto è stato fatto fino ad ora, siamo dunque in attesa che “quanto prima sia portato all’attenzione della Conferenza Stato-Città e Autonomie locali”.

Ci troviamo di nuovo di fronte all’ennesimo “Effetto annuncio”? Cioè che un protocollo, un progetto, un’iniziativa finiscono quando vengono “strombazzati” in qualche conferenza stampa?

Ora Flavio Zanonato che ha firmato a Padova quel protocollo d’intesa per conto dell’ANCI, per uno di quegli strani casi della vita, siede sull’importante poltrona del Ministero per lo Sviluppo Economico, chissà se si ricorda del documento che ha firmato alcuni mesi or sono in altra veste?

Il Ministero guidato ora da Zanonato si occupa anche di Start Up Innovative, chissà che in occasione dell’expo possano nascere anche da noi imprese come Urban farmers di Basilea o soggetti che, agevolati nell’insediamento in spazi degradati delle nostre immense periferie, possano produrre verdure non solo a km 0, ma anche a consumo di terreno 0, riqualificando le aree e dando lavoro.

 

QUESTIONARIO

La famosa Johns Hopkins University, University of Maryland and West Virginia University hanno scelto il Blog “AKUADUULZA” per proporre il loro questionario ai coltivatori acquaponici italiani, lo trovate a questo link.

Beh, forse ci siamo “allargati” un po’ troppo, diciamo che ho intercettato in rete questo questionario e ho partecipato, siccome mi sembra molto interessante lo giro anche ai lettori di “AKUADUULZA”.

Il questionario è per “angloabili” ma in un inglese assolutamente comprensibile e alla portata di tutti, in un quarto d’ora ve la cavate! Buona partecipazione!

RALLY ACQUAPONICO DI BASILEA

Ore 6,30 della mattinata di sabato 7 settembre, partono alla volta di Basilea, destinazione UrbanFarmers, due equipaggi così composti: Mario e Francesca da Verbania e Andrea e Ivan da Bergamo.  La prima tappa è a Fino Mornasco, dove Ivan fa salire sul suo potente mezzo Simone.

Tappa successiva a Bellinzona Sud dove i nostri intrepidi si riuniscono a formare un solo team plurispecialistico, attrezzato per attraversare la Svizzera interna, prima tappa Wädenswil.

Alle 10,30 raggiungiamo  Wädenswil, cittadina svizzera del Canton Zurigo di circa 20 mila abitanti. Qui si trova il centro di ricerca dell’Universita, famosa per il suo Politecnico del quale la Hochschule, scuola superiore di biotecnologia, è il fiore all’occhiello.

Ad attenderci c’è Andreas che qui insegna e che per tutta la giornata è stata la nostra paziente, attenta e premurosa guida. Visitiamo la sezione del centro dedicata all’acquaponica e all’acquacoltura e seguiamo con grande attenzione le spiegazioni del nostro “Virgilio”

Vasche da allevamento

Vasche da allevamento

pomodori in maturazione

pomodori in maturazione

piccole tilapie

piccole tilapie

Acquaponica tropicale

Acquaponica tropicale

Banane acquaponiche

Banane acquaponiche

Andreas dapprima nel giro delle serre ci ha illustrato le diverse fasi del ciclo, il trattamento delle acque, il ruolo del computer che tiene costantemente sotto controllo il processo, lo sviluppo delle colture, dal seme alla raccolta. Poi siamo passati ad un breve lezione d’aula, nella quale sono stati posti in evidenza i vantaggi rappersentati dal metodo acquaponico rispetto alle colture tradizionali. Andreas si è servito nella presentazione di un interessante documento basato sull’esperienza di UrbanFarmers che ha recentemente prodotto per la presentazione ad un convegno. Il documento, in formato pdf è disponibile, a richiesta, a questo indirizzo di posta elettronica:  andreas.graber@zhaw.ch

Andreas durante la presentazione

Andreas durante la presentazione

Diversamente da quanto potrebbe sembrare a chi guarda questa foto

i "monelli"

Ivan e Andrea i “monelli”

tutti si sono rivelati particolarmente interessati e sono state poste domande in relazione all’idea di acquaponica che ciascuno aveva in testa.

Simone il capoclasse

Simone il capoclasse

Francesca la precisa

Francesca la precisa

Andreas ha quindi dato a Simone una cinquantina di tilapie per una prova di allevamento

Le tilapie di Simone

Le tilapie di Simone

Attorno all 13,30 si parte alla volta di Basilea che raggiungiamo circa un’ora e un quarto dopo. Prima visitiamo i punti promozione di UrabanFarmers, dapprima dentro il supermercato Migros

Urban Farmers dentro il supermercato Migros

UrbanFarmers dentro il supermercato Migros

Urban Farmers fuori dal supermercato

UrbanFarmers fuori dal supermercato

Andreas ci mostra la parte del parcheggio, posto sul tetto del supermercato che verrà occupata dalle nuove serre di UrbanFarmers, per il momento la produzione viene tutta dalla serra presso la loro sede, a 800 metri di distanza in linea d’aria. Siamo andati a visitarla:

Mario e Simone presso Urban Farmers

Mario e Simone presso Urban Farmers

Finalmente dunque mi mostro anche io (il solito problema di chi sta dietro la macchina fotografica). Se a Wädenswil ci sono le serre dedicate alla ricerca, qui, in una zona a almeno apparentemente carattere industriale, ma della quale si intuisce il veloce cambiamento della città di Basilea, ci sono gli impianti di produzione di UrbanFarmers

Piantine d'incalata in accrescimento

Piantine d’insalata in accrescimento

Le piantine d’insalata partono dal loro bel semino che viene posizionato su un cubetto di lana di roccia o di fibra di cocco, quando la piantina ha iniziato a radicare il cubetto viene spostato nella posizione di accrescimento che dispone di maggiore spazio e nella quale le radici possono liberamente fluttuare nell’acqua che proviene dalle vasche dei pesci.

I pomodori invece crescono continuamente per almeno 8 mesi, le piante diventano lunghe fino a sei metri e vengono tenute in posizione verticale tramite una corda. Per evitare di salire a grandi altezze nella taccolta, man mano che le piante hanno prodotto la parte bassa viene adagiata sul pavimento della serra in un “carosello” di fusti al quale vengono via via tolte le foglie che si seccano, il risultato è questo, anche se non credo che la foto riesca a rendere pienamente l’ideaP1000872

Attorno alle 17,00 è venuto il momento di ripartire. Ringraziamo Andreas per la calorosa accoglienza e per la sua disponibilità e ci ripromettiamo di rimanere in contatto in vista di future collaborazioni.

Segnalo altre due iniziative di cui sono partner sia il Centro di ricerca dell’Università di Zurigo che UrbanFarmers:

La prima si chiama “Play With Water” (giocare con l’acqua) riguarda la didattica dell’acqua nelle scuole primarie ed è stata finanziata anche con risorse UE nell’ambito del sesto programma quadro per la ricerca e lo sviluppo tecnologico

La seconda “AQUAVET” e mira a sensibilizzare sui vantaggi della produzione di cibo in ambito urbano  combinando acquacoltura e coltura idroponica: acquaponica, appunto. Anche questa iniziativa, che vede tra i partner l’Università di Padova, il Museo di Scenze Naturali di Montebelluna e l’Istituto Secondario Superiore “Domenico Sartor” di Castelfranco Veneto, gode del finanziamento del programma UE “Leonardo” con riferimento alle azioni per la formazione lungo l’arco della vita.

Segnalo, ultimo ma non meno importante, il progetto “THE GLOBE” per realizzare il quale è stata lanciata un’iniziativa di  crowdfunding.

L’acquaponica spiegata agli australiani!

Oltre agli Stati Uniti uno dei paesi in cui l’acquaponica è più diffusa è l’Australia, è saltellando da un sito all’altro di queste nazioni, leggendo i post inseriti dagli utenti in forum che contano centinaia (quando non migliaia) di iscritti, che ho imparato quel poco che so dell’acquaponica.

Sembra impossibile dunque che siano venute a visitare “AKUADUULZA” due cittadine australiane, alle quali ho presentato il mio impianto.P1000839

Come vedete dalla foro Lori e Rose sono proprio interessate al funzionamento del sistema e hanno gustato fragole e pomodori prodotti con la mediazione dei miei amici con le squame!

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Ma … c’è un trucco, ve lo devo proprio svelare, Lori è la cugina di Lucia che è venuta in Italia, approfittando del matriomonio di un’altra cugina, per una breve vacanza e Rose, la sua amica, l’ha accompagnata. Il loro interessamento per l’acquaponica si sostanzia nel piacere di cogliere e mangiare frutta e verdura freschissima, coltivata naturalmente, perfettamente pulita, senza neppure doverla sciacquare.

Vabbèh, velleità formative rientrate, godiamoci il piacere della frutta matura!

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