La grande bellezza …

Amo definire la mia acquaponica “eretica” perché fin dall’inizio ho unito l’aspetto estetico a quello produttivo. I primi “esperimenti” che risalgono al 2013 li ho descritti in questo post. Nel 2016 l’incontro con la prima ninfea, portata dall’Olanda da mia figlia.

Anche ora continuo sulla stessa “lunghezza d’onda”, vi presento un’altra varietà di ninfea, regalatami dall’amico Matteo

e una gardenia ricavata da talea

 

 

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Acquaponica e Ambiente

C’è Stefano “detto “Lucertola” per la sua grande capacità di infilarsi in mezzo alle difese avversarie quando, anni fa, giocavamo insieme a basket; c’è la sua passione e quella di Paolo nell’allevamento e reintroduzione del gambero di fiume autoctono “Austropotemobius pallipes italicus”.

Ci sono Stefano e Paolo ma c’è anche un pochino di acquaponica dietro questo successo perché Stefano usa il crescione e altre erbe alimentati (che poi usa nel suo ristorante) per depurare l’acqua delle vasche di allevamento. Non si tratta di un’acquaponica in senso stretto, i gamberi di fume hanno bisogno di un’acqua molto fredda per vivere e riprodursi, che non è adatta ad un sistema acquaponico “tradizionale”.

Sicuramente c’è Stefano dietro il successo della mia acquaponica, perché è lui il mio fornitore ufficiale di trote marmorate che immetto nelle vasche a settembre e tolgo a giugno per compensare la riduzione di attività dei pesci di acqua calda.

Ma ora leggetevi con tranquillità l’articolo pubblicato sul quotidiano “La Stampa” se volete approfondire la notizia

Arriva il caldo … finalmente

Inizia a fare caldo e nella serra via dunque le insalate (che continuano nella coltivazione all’esterno) e dentro i fagiolini. Quest’anno si fa la prova di coltivazione del fagiolino nano, con due modalità media bed

oppure foating system, come nell’immagine qui sotto che riproduce il momento del trapianto

Anche il basilico, dopo aver stentato per settimane ha ripreso il suo normale vigore e il suo lucido colore

 

Mentre l’anarchico pomodori da terra ha colonizzato disordinatamente l’intera prosa, non vedo  l’ora di raccoglierlo per riordinare gli spazi di coltura!

Ecco infine dove sono finite le insalate, nei growbed esterni … ovviamente!

 

Anche i pesci d’acqua dolce sono grandi migratori …

Coma recita il titolo del post anche i pesci d’acqua dolce sono grandi migratori, i casi più noti sono quelli dell’anguilla che per riprodursi se ne va fino nel mar dei Sargassi o il Salmone, nelle sue numerose specie, tutte appartenenti alla famiglia dei “Salmonati”, che invece fanno la scelta contraria e per riprodursi scelgono l’acqua dolce.

Ma forse non tutti sanno che i pesci sono dei grandi migratori, anche “acqua dolce su acqua dolce” magari compiendo il percorso lago torrente e ritorno … se ce la fanno!

Già perché l’essere umano, energivoro, sta riempiendo fiumi e torrenti di briglie, dighe e sbarramenti per la captazione dell’acqua limitando moltissimo le specie che per riprodursi hanno bisogno di compiere importanti spostamenti.

Alcuni di questi pesci sono poco conosciuti, chi ha mai sentito parlare delle cheppie della savetta e del pigo, pochi credo eppure tutti questi pesci sono rimasti “intrappolati” dalla frammentazione dei corsi d’acqua dolce. Non solo, soffrono della “concorrenza sleale” di altri pesci, molti dei quali introdotti dall’uomo da altri ambienti, che ne minacciano la riproduzione.

Cheppia (Alosa fallax)

Savetta (Chondrostoma soetta)

 

Pigo (Rutilus pigus)

Gli “alieni” (in termine tecnico si dice “alloctoni” si chiamano siluro (Silurus glanis), acerina (Gymnocephalus cernua), pesce gatto (Ameiurus melas), persico sole (Lepomis gibbosus) persico trota (Micropterus salmoides) e carassio (Carassius spp.), ma anche trota fario atlantica (Salmo trutta) e i due gamberi alloctoni Orconectes limosus e Procambarus clarkii.

Di questi temi si occupa il progetto IdroLIFE, capofila il CNR Istituto per la ricerca sulle acque di Verbania, segue il progetto il dott. Pietro Volta, socio di “Akuadulza”. se volete saperne di più leggete questo interessante articolo pubblicato su Piemonte Parchi.

BIRRA PER LUMACHE

A tempo perso mi faccio la birra in casa, di solito viene molto buona, trovo in commercio preparati per tutti i tipi di birra ed è molto economica.

Non tutte le ciambelle vengono con il buco però e, ogni tanto, raramente, può capitare che una “cotta” non venga come piace a me. E’ qui che si realizza “l’incrocio di passioni” e la birra incontra l’orto, o meglio l’acquaponica, o più precisamente le lumache e le limacce!

Quando ho costruito i grow bed rialzati pensavo di aver completamente eliminato il problema, non è stato così, resistono piccolissime lumache e limacce che, se non rappresentano un problema per le piantine (in particolare insalate e basilico) in pieno rigoglio di coltura, sono in grado di arrecare dei danni subito dopo il trapianto, specie se, incautamente come quest’anno, si anticipano troppo le colture e le prime fasi sono un pochino stentate.

La tecnica è nota, basta riempire un bicchierino di birra e limacce e lumache ne vengono irresistibilmente attratte

anche quelle piccolissime che è difficile vedere ad occhio (anche perché di solito si muovono di notte).

Meditate gente meditate come diceva Renzo Arbore in una vecchia pubblicità …

 

SALMONE “TOSSICO” CHIAMAIMO IL SERT E LA “NARCOTICI”?

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In passato, tanto in questo Blog, quando in quello ufficiale dell’associazione “Akauadulza” abbiamo parlato dell’inquinamento generato dall’allevamento dei pesci, in particolare dei salmoni, non se la passano meglio le acque libere, almeno alcune di questa, a giudicare da questo articolo pubblicato sulla rivista scientifica  “International Journal Environmental Pollution”.

In estrema sintesi i ricercatori hanno rinvenuto nei salmoni selvaggi pescati nei pressi della città di Seattle cocaina, antidepressivi e droghe varie, insomma un simpatico mix di “pocherie”!

In definitiva pesci allevati no, pesci selvaggi (trovarli!) neppure, non ci rimane che allevarceli dietro casa facendo l’orto con l’acquaponica!

Buona Pasqua a tutti dall’associazione “Akuadulza”

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ERBE ACROBATICHE

E’ ormai qualche tempo che ho dei problemi a caricare post sul sito ufficiale dell’associazione “Akuadulza”, ma questa ve la volevo proprio fare vedere ed in fondo è giusto che la pubblichi sul mio blog personale che riguarda l’acquaponica …

Questa è la serra solare acquaponica, il muro, in gran parte in  di cemento armato, che c’è sullo sfondo accumula calore durante il giorno e lo restituisce lentamente di notte creando un clima ideale per le colture, specialmente nelle stagioni immediatamente a ridosso di quella invernale (in pieno inverno ci sarebbe bisogno di un “aiutino” ma ci sto pensando).

SERRA ESTERNO

Come vedete dalla foto successiva sul muro ho ancorato un tubo nel quale scorre l’acqua e dentro il quale coltivo con il sistema DWC,

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le fragole che crescono, che ad un profano potrebbero sembrare splendide, ad un occhio attento (guardate le foglie) rivelano una certa sofferenza delle piantine

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Accade che per le colture chi lungo periodo (queste sono fragole rifiorenti varietà “Diamant”) la filtrazione dell’acqua fatta prima con un prefiltro e poi con un filtro a perline, non è ancora perfetta e i microscopici residui solidi vengono inesorabilmente  intercettati dalle radici delle piante. Passi quando si tratta di insalate, in cui ciclo breve di coltura non consente il deposito di grandi quantità di sporco, ma nel caso delle fragole, per giunta rifiorenti, la storia è diversa.

Ecco allora che era necessario anteporre una ulteriore vasca di decantazione delle acque, che consentisse di intercettare la più piccola impurità, entrano dunque in campo le “Erbe acrobatiche” che, issate in alto su un trespolo che consentisse loro di essere più elevate rispetto al tubo DWC, fanno il loro “sporco lavoro” restituendo alle colture acqua perfetta

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Concludo con un ultima immagine che riguarda il sedano, ecco come appaiono le radici e il fusto del sedano che ha trascorso tutto l’inverno nella serra (a parziale smentita del fatto che sia necessaria qualche forma di riscaldamento.

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Buona acquaponica a tutti!

Mario Brignone  Presidente di “Akuadulza”

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