In Toscana orti urbani 2.0

In Toscana parte un progetto per la realizzazione di centomila orti urbani 2.0 dotato di un budget, messo a disposizione dalla Regione, di 3 milioni di euro. Si parla di 2.0 perchè gli  spazi da riconvertire all’agricoltura cittadina offriranno, tra le altre cose, anche hot spot di connessione wifi.

Insomma non eravamo poi così matti quando, oltre un anno fa noi di “Akuadulza” scrivevamo queste cose introducendo il progetto I-Ponic, un orto civico social sociale 2.0:
Immaginiamo di poter offrire alla cittadinanza un nuovo parco cittadino, uno spazio pubblico all’interno della città dove le persone si ritrovino, scambino opinioni, godano del verde, ecc. … Per quelle città che non sono riuscite, nel corso dei decenni, a preservare piccoli o grandi polmoni verdi all’interno del tessuto urbano diventa sempre più difficile offrire quest’opportunità ai propri abitanti.
Per contro l’esplosione edilizia ha inglobato nel tessuto urbano aree marginali “dimenticate”, spesso in situazioni di degrado, nelle quali, in maniera anarchica, senza regole e controlli, qualcuno, più “intraprendente” o più bisognoso di altri, si è ritagliato un suo spazio.
Anche questi, a modo loro, sono giardini, spazi verdi, frequentemente ciascuno di essi è recintato e “attrezzato” con mezzi di fortuna: pali di ogni forma e materiale per sostenere i pomodori, vetri di vecchie finestre o automobili per proteggere le colture, teli di plastica per improvvisare serre o ricoveri, ecc. …a seconda di come li si giudichi questi luoghi possono essere considerati recessi degradati o ambiti di nuova socialità.

Facendo un volo pindarico il nostro progetto assomiglia al percorso di una stampante 3D: “ un giorno disegnate un oggetto su carta e vi piacerebbe diventasse realtà, allora chiedete a un amico di realizzarlo in –AutoCAD- l’amico v’invia l’immagine via mail, voi caricate l’immagine su un app del fablab più vicino a voi, il fablab manda sulla propria stampante 3D il vostro desiderio, e voi andate finalmente a ritirare l’oggetto che avevate solo pensato e immaginato” ecco avete appena immaginato il percorso di “i-Ponic 2.0” non stiamo parlando di stampanti 3D e tanto meno di design (anche se poi tecnologia, makers e non solo entreranno nel progetto) ciò che volevamo raccontarvi è che il nostro progetto vuole e può far diventare reali e concrete, idee, opportunità, connessioni, e molto di più. Generando un positivo effetto domino che unisce Orticoltura, Acquaponica, Cooperative Sociali, Amministrazioni Comunali, portali web, Makers, appassionati di agricoltura e di pesci, Mobile app, Social marketing, fino ad avere esternalità ulteriori che portino ad Università e potenziali partner esteri.
Insomma con il primo Orto civico 2.0 è nostra intenzione gettare un seme di Innovazione Sociale Concreta…

Insomma non si tratta di inventare nulla ma di recuperare l’antica funzione medioevale dell’ orto:

Brolo

ad un nuovo luogo di socialità che integri le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione:

orto civico 2.0

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