ACQUAPONICA INDOOR 2.0

P1010414Lucia dice che manca il palo e poi è perfetta … come locale per la “pole dance” (sorvolando sul fatto che manca anche la “gnocca” che al palo vi si avvinghia). Elena invece teme che abbia intenzione di coltivare qualcosa di illegale, Alice non l’ha ancora vista, ma i suoi commenti non si faranno attendere!

Non siamo nella taverna di Villa Certosa, ma ben più modestamente in un anglolo del mio garage, che avevo già “sacrificato” per metterci il tank del solare termico. Mi ero già accorto di un piacevole “effetto collaterale”, cioè che, sebbene il contenitore fosse super isolato, trafilava un po’ di calore, in particolare dai raccordi in metallo difficilmente coibentabili, che manteneva il locale alla temperatura di circa 15 gradi d’inverno.

Non ci è voluto molto perchè decidessi di sfruttare questo tepore per impiantarvi una piccola acquaponica indoor. L’ho chiamata 2.0 perchè in realtà un esperimento (anzi due)  l’avevo fatto già dalla fine dell’estate, ma Eliooo ha sempre un po’ sofferto di mancanza di luce.

In effeP1010403tti, dopo avere girato un po’ di siti di coltivazione indoor ed essermi comprato i led fino in Cina (i semiconduttori arrivano tutti da lì ed in Italia costano il doppio perchè li importano altri e te li rivendono) ho cominciato, intanto che andava avanti l’opera di montaggio, a trasferire il mio buon  “vecchio” Eliooo alla luce delle lampade di crescita.

L’amico Yuri mi ha procurato del tubo di scarico Geberit, ho scelto il diametro di 75 mm perchè permetteva ai vasetti da 5 di sfiorare l’acqua che corre lungo il fondo del tubo. Sembrava la soluzione migliore, in realtà non lo era, più avanti spiegherò il perchè e come ne sono venuto fuori usando le tecniche di pensiero antitetico che permettono di trasformare i punti di debolezza in punti di forza.

Una volta montato il tutto ho sistemato uno dei due grandi acquari che avevo all’esterno, l’ho suddiviso in tre spazi uguali secondo il suggerimento di Gigi, vincitore del “concorso d’idee” e l’ho riempito d’acqua. Pensavo che avrei dovuto fare avanti e indietro con i secchi per riempire l’acquario, invece sono riuscito, giuntando tutti i pezzi di tubo che avevo in giro, ad organizzare un piccolo acquedotto temporaneo e mi sono evitato la sfacchinata! Ecco come si presentavano le vasche appena riempite:

P1010410

P1010412Ed ecco i primi abitanti, una parte delle “tinchette” allevate da “zio Simone” partendo dalle uova.

I problemi sono cominciati quanto ho iniziato ad inserire le piantine di fragole nel tubo da 75 mm. Avevo praticato 5 fori per ogni tratto di tubo da un metro e ho iniziato ad mettervi le fragole partendo dall’alto. Avrei dovuto saperlo che le radici delle fragole si sviluppano molto in condizioni ottimali e che non sarebbe stata una “passeggiata”, ma speravo ugualmente di farcela; invece dopo poco l’acqua ha cominciato a tracimare, fermata nel suo fluire dall’intreccio delle radici e, probabilemente, da qualche pallina di argilla, rimasta incastrata nonostante la mia cura nello scuoterle prima di trasferirle.

Sul momento ho pensato solo di non occupare tutti i fori con le fragole ma di lasciare qualche sapazio vuoto. L’espediente ha funzionato anche se non può essere la soluzione definitiva. Ho passato una notte agitata, un paio di volte mi sono immaginato che l’acqua avesse ripreso a tracimare e sono sceso a controllare. Il momento era maturo per di fare entrare in scena il pensiero “antitetico”, cioè quando ti trovi nei guai e vorresti uscirne vittorioso (quantomeno non con le ossa rotte”).

Sul lato destro dell’impianto c’è un parete libera, ospitava un vecchio frigorifero che qualche volta accendiamo d’estate, nei momenti di emergenza (tipo per tenere in fresco le angurie da mangiare dopo una grigliata). P1010421Si vede bene in questa foto scattata dopo che avevo già cominciato a rivestirla di carta riflettente. Già, perchè ho deciso di raddoppiare l’impianto tenendolo a “L”. Il serpentone di tubi scenderà tenendo in altro due sezioni orizzontali diametro 75 mm, che sono quelle che già vedete, mentre in basso, dopo un raccordo di passaggio, si allargherà passando a 110 mm per altre due file, una sezione perfetta per ospitare anche le fragole più esuberanti. Potrò anche spostare le piantine da una sezione all’altra una volta che saranno cresciute. Quando si dice un caso da manuale di “pensiero laterale” (in tutti i sensi). Non male vero!?

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3 thoughts on “ACQUAPONICA INDOOR 2.0

  1. Pingback: Si può “dare una mano” con l’acquaponica … | AKUADUULZA

  2. Ciao Cirano volevo sapere se mi puoi consigliare dove poter acquistare un prodotto a base di chelato di ferro e se secondo te è utile utilizzarlo in una coltivazione indoor con come la tua..ho quasi finito il setup..come posso fare per condividere delle fotografie del mio sistemino?

    Matteo

    • Ciao Matteo,
      se non vuoi che l’acqua ti diventi color rosso mattone devi usare un chelato di ferro EDTA o DTPA (vedi un mio post precedente https://akuaduulza.wordpress.com/2013/08/20/ferro-e-microelementi-in-acquaponica-soluzioni-low-cost/ ) su Ebay trovi tutto quello che ti serve, liquido o in polvere solubile. Fai attenzione al “titolo” per decidere quale scegliere, ovviamente più è alto e meno ne dovrai mettere.

      Ovviamente mi puoi mandare le fotografie e un testo che illustri il tuo sistema. Stiamo lavorando per attivare una piattaforma che consenta la discussione di tutti gli utenti, ma ci vorrà qualche settimana.
      A presto
      “Cirano”

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