AKUADUULZA IN FERMENTO

Sabato scorso grande attività ad “Akuaduulza”! In mattinata sono arrivarti Andrea e Ivan che intendono fare dell’acquaponica un’impresa.

Andrea, in particolare, come me gioca a basket (sarà un caso?) è una sorta di Will Allen in salsa bergamasca. Discende da una famiglia di imprenditori ma ha sempre mostrato interessi al di fuori del campo di attività dell’impresa di famiglia, a cominciare dalla laurea in psicologia. Dotato di un entusiasmo contagioso ha coinvolto l’amico Ivan, che invece ha competenze di carattere idraulico, in un progetto che vedrà la coltivazione di frutti rossi in acquaponica.

Per il momento stanno girando molto, sulla rete, tra le imprese e gli esperti del settore per raccogliere più informazioni possibili che possano essere di utilità al loro modello di business. Hanno anche frequentato un corso specifico nelle Marche e sono quindi venuti a fare visita al mio impianto (pare che io sia una sorta di “pioniere” nel campo in Italia).

Abbiamo passato una bellissima giornata insieme e deciso che presto andremo a Basilea a visitare la società Urban Farmers che ha sviluppato un modello per la diffusione dell’agricoltura urbana.

Spiace che all’incontro non abbia potuto essere presente Simone, il nostro ittiologo di riferimento, impegnato in una semina di trote in quota con l’elicottero, ho dunque potuto essere esaustivo solo nelle risposte alle domande che hanno riguardato l’impianto e le verdure.

Peraltro Simone si è subito dimostrato disponibile a venire con noi in Svizzera, è infatti amico di Andreas, uno dei forndatori di Urban Farmers AG e responsabile dell’area “Ricerca e Sviluppo”.

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16 thoughts on “AKUADUULZA IN FERMENTO

  1. ECF non sono nè open source nè venditori di informazioni, sono un gruppo di giovani laureati che da qualche anno stanno progettando e realizzando sistemi acquaponici finalizzati alla produzione e vendita di ortaggi e pesci. Hanno iniziato con l’interessante prototipo che è il container e dall’anno scorso sono passati alla progettazione di una serra di 1000mq. Hanno competenze, esperienza e una buona motivazione che li sta spingendo ad impegnarsi: la sostenibilità ambientale e agroalimentare, la stessa che condivido anch’io.
    Il responsabile, Nicolas, ha studiato e vissuto in Italia ed è molto disponibile e cortese. Questo il loro sito: http://www.ecf-center.de/en/.
    Cosa ne pensate invece di questo?
    http://www.ideatre60.it/partecipa-ai-concorsi/concorso/linfas

  2. ciao
    ho letto che avete fatto il corso nelle marche e volevo sapere che ne pensate?
    è utile? a me sembra che si possano trovare le stesse info su internet gratuitamente, o sbaglio? noi siamo 2 ragazzi disoccupati e avevamo intenzione di fare una serra di 500/700 mq in acquaponica a milano, secondo voi ci sono i margini per ricavare 2 stipendi da queste dimensioni?
    facendo un calcolo spannometrico ci vorranno 50000 euro di investimanto iniziale…per voi è un calcolo esatto?
    grazie
    roberto

    • Ciao Roberto,
      mi chiamo Marco, abito in provincia di Varese e anch’io da un paio di anni mi sto dedicando per hobby alla coltivazione attraverso sistemi acquaponici. Tra gli inevitabili insuccessi e qualche buon risultato sono fiducioso in continui miglioramenti del sistema e soprattutto della buona idea che è l’acquaponica in generale. Se vuoi ci possiamo sentire, sono anch’io curioso di capire se è fattibile uno sviluppo anche di tipo imprenditoriale ma soprattutto ritengo sia importante metterci sempre più in rete per scambiarci opinoni e competenze.
      Mia opinione è che il corso di AG non sia tanto utile (e soprattutto troppo costoso) se uno abbia già iniziato a metterci mano e tempo, sarei però curioso di sentire il parere di Andrea.
      Da ultimo: interessante l’idea del viaggetto con destinazione Basilea, chiederei, se fosse possibile, di potermi aggiungere alla carovana, spero non sia richiesta inopportuna visto che non ci conosciamo…a quando è previsto il viaggetto?
      P.S.: sono stato anche in germania dai tipi di “ECF”, un altro mondo…
      Saluti e buon lavoro,
      Marco_

      • ciao Marco
        anche a me piacerebbe vedere quello che fanno in svizzera, se fate una spedizione tra sconosciuti allora magari posso inserirmi anch’io..ahahha
        e tu invece che ci racconti di “ECF” anche loro tendono a vendere info o sono più opensourse
        ci troviamo d’accordissimo sul concetto di sviluppo dell’acquaponica in italia.
        secondo il mio modesto parere sull’acquaponica non c’è niente da “brevettare”, soprattutto se si parla di autoproduzione il concetto deve essere libero di evolversi con lo scambio di opinioni, sperimentazioni, errori e successi
        questo concetto ha permesso agli olandesi di essere padroni del mercato europeo del pomodoro da serra…e noi italiani siamo il terzo importatore di pomodori olandesi da serra(quando l’ho visto sono rimasto basito), dopo germania e francia (dati visti su un documentario di piero angela)

  3. aggiungo.. ma se volessi partire da zero (esattamente come sono per l’ acquaponica) quanto dovrei investire per aprire una Az Agricola “classica”? Siamo proprio sicuri che costerebbe meno di una Az Agricola acquaponica..

  4. Apprezzo la vostra determinazione e mi limito a consigliarvi di valutare bene il tutto. La mia considerazione è maturata dopo un anno di aquaponica ed è basata sul resoconto delle spese sostenute, ore di lavoro dedicate per l’installazione, costi di enrgia, di acqua (d’estate se ne consuma molta) e vedure prodotte.
    Comunque sono contento di aver iniziato ma continuo a pensare che , almeno per me , deve restare un hobby.

    Ciao ragazzi
    Elio

    • Certo come tutte le cose i costi iniziali sono elevati ma questo dipende molto dai materiali usati e dalla manualità che uno ha (non pensare che l’agricoltura tradizionale sia economica).
      Basti pensare ai grow bed. Un catino circolare costa 4-5 volte una cisterna da m3.
      L’inesperienza gioca a sfavore e ci sta e per questo basterebbe creare un circolo di persone desiderose di condividere le proprie esperienze.L’acqua dovrebbe essere quella piovana non di prima pioggia e filtrata naturalmente. Di conseguenza diverrebbe gratuita.
      L’energia potrebbe diventare gratuita con un piccolo investimento anche perchè non servono kW di potenza.
      Restano le ore di lavoro che sarebbero retribuite se il sistema fosse valido per installare una piccola impresa (e non c’è dubbio) o gratuite per hobby.
      La finalità a mio avviso non la si deve vedere dal punto di vista del mero risparmio economico ma bensì in una nuova agricoltura “se così la si può chiamare” basata sul risparmio delle risorse e sulla coltivazione senza l’uso di pesticidi o fertilizzanti e non da ultimo il consumo di prodotti sempre presenti e stagionali.

      Ciao
      Luigi

  5. Ah.. ultima cosa.. gli Svizzeri vendono i loro sistemi, non sono produttori.. il fatto che siano stati finanziati è totalmente irrilevante per me, beati loro(!) ma fanno altro non sono una Azienda Agricola, quindi impossibile paragonarsi a loro.

  6. Ciao Elio, sono Andrea! Apprezziamo il tuo consiglio perché assolutamente sincero ma.. la sfida che io ed Ivan vogliamo intraprendere è proprio questa, dimostrarCi e dimostrare che l’ acquaponica in Italia può funzionare. A volte la domanda giusta è “perchè no?”.. in un momento di profonda crisi le idee sono tutto ciò su cui si può contare.. ed allora perchè non provare ad “importare” un modello che in mille altri posti dimostra la sua efficienza?

  7. Molto interessante l’idea di muoversi un pò……in grande nell’eco produzione integrata. Inoltre nel tempo, la possibilità di produrre a costi praticamente zero, avvannotteria di specie comunque da reddito potrebbe autofinanziare il tuo progetto ed oltre a provocare la classica “chiusura del cerchio”, aprire nuove possibilità. (es.eventuale produzione di soggetti di taglia commerciale sfilettabili e baffabili o affumicabili sotto vuoto, ovviamente produzioni di nicchia e di elite’, vedi il missulitt dei laghi lombardi). Ciao.Daniele Assessorato Agricoltura Novara.

  8. Da buon padre di famiglia spero che questi due ragazzi investano pochi soldi. In Italia non esiste questo tipo di cultura, l’ impianto in Svizzera e’ stato finanziato con fondi europei
    . Buona serata a tutti. Elio

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